10 marzo 2008

un'irriducibile distanza

la stanza
illuminata
era sopra la mia testa
capovolta
attesa
esterrefatta

la lampada sul comodino
e il letto sfatto
il ricordo di un viaggio
il biglietto sgualcito
il cappotto nuovo
che sa di vento

stendo un braccio
non raggiungo
agguanto
un foglio sfuggito
leggo una dichiarazione
una legge un errore

e poi scendo
tutto gira
velocemente
ritorna a stare ancorato
adesso è tutto davvero
abbandonato

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