20 marzo 2009

appuntamento_milano

Lunedì 23 marzo, nell’ambito della serata “Milano terza generazione” organizzata da PoesiaPresente al Teatro Filodrammatici, Nanni Balestrini presenterà “Blackout” (1980): lettura degli attori dell’Accademia d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”, diretti da Franco Brambilla, anteprima in vista della riedizione del libro, in imminente uscita per DeriveApprodi.

MILANO TERZA GENERAZIONE
lunedì 23 marzo ore 21:00
MILANO Teatro Filodrammatici

via Filodrammatici 1 (ingresso Piazzetta Paolo Ferrari, 6 - MM Duomo, linee 1 e 3)
organizzazione: Mille Gru Associazione Culturale
In collaborazione con: PeACe – Periferie al Centro
Con il sostegno di: Confcooperative Lombardia; eThica? (Teatro Filodrammatici)
INFO: www.poesiapresente.it – info@poesiapresente.it – 340/2880586 – 347/0685951
INGRESSO LIBERO


Programma
Nanni Balestrini “Blackout”
Virginie Poitrasson “Nous sommes des dispositifs”
Antonio Loreto “Terza generazione”
Gianmaria Nerli e Enrico Pulsoni “Voltitravolti”
Gabriella Sacchi “Una terra altrove”

Nanni Balestrini, apocalittico, rivoluzionario, presenterà la nuova edizione di Blackout, con una lettura interpretata da quattro attori dell’Accademia d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” per la regia di Franco Brambilla.
Al Filodrammatici di Milano, teatro che nel suo DNA ha la rivoluzione, Balestrini presenta in anteprima la lettura di Blackout, in imminente uscita nella nuova edizione di DeriveApprodi.
Nel luglio 1977 un blackout colpì New York dando luogo ad una rivolta immediata: donne e uomini delle classi oppresse invasero le strade buie della metropoli, e di lì i negozi e i grandi magazzini, impossessandosi violentemente di ciò che la società occidentale sventolava loro sotto il naso. Da quest’episodio Balestrini ideò un’azione per voce che avrebbe dovuto eseguire Demetrio Stratos, ex cantante degli Area, sperimentatore notevolissimo. Dopo l’esibizione (che rimarrà l’ultima) del 30 marzo 1979 al Teatrino della Villa Reale di Monza, Stratos viene ricoverato per un’aplasia midollare e muore in meno di tre mesi, proprio a New York, alla vigilia del concerto all’Arena di Milano pensato per raccogliere fondi utili alle cure. La serata diventa un commosso addio di centomila giovani, e il progetto di Balestrini, rimasto senza il suo esecutore predestinato, deve anch’esso mutare sostanza. Intanto, il 7 aprile, molti intellettuali della sinistra extraparlamentare vengono incriminati per associazione sovversiva, banda armata e la responsabilità di numerosi omicidi tra cui quello di Aldo Moro. Balestrini, raggiunto come gli altri dall’ordine di cattura di Pietro Calogero, sostituto procuratore a Padova, fugge in Francia (rientrerà in Italia 5 anni dopo, a proscioglimento avvenuto). Tutto questo entra a far parte dei materiali da costruzione di Blackout, che assume la forma finale di un geometrico poemetto sulla disfunzione cruda della società del benessere e della democrazia, sulle energie vitali che cercano di trasformarla, e sulla loro repressione.

L’intento della serata, dal titolo “Milano terza generazione” è quello di contribuire al progetto della città di Milano anche riqualificandone il senso poetico.
Nel 2005 le periferie di Parigi, abbandonate da tempo ad un lento inesorabile processo di degrado, sono diventate teatro di scontri da guerriglia urbana tra polizia e immigrati di terza generazione: come riqualificare le periferie di Milano affinché non si generi lo stesso drammatico scenario?

Una vibrante testimonianza delle alienanti condizioni di vita che si generano nelle periferie parigine viene raccontata da Virginie Poitrasson, poetessa delle banlieues di Parigi, che presenterà un reading poetico inedito, Nous sommes des dispositifs ("Siamo dei dispositivi", nella traduzione a cura di Andrea Inglese), in cui si mette in discussione la posizione dell'uomo contemporaneo di fronte ai nuovi sistemi di sorveglianza e di controllo che tendono a regolarizzare i nostri comportamenti e a tenerci fuori dal margine, ma che paradossalmente tendono a provocare l'effetto contrario.

A completare il quadro di indagine poetica sulle marginalità anche una videopoesia di Antonio Loreto (con la partecipazione di Alfie Nze) sulle periferie di Milano e la performance “Voltitravolti” dello scrittore Gianmaria Nerli con l’artista Enrico Pulsoni sui volti colti nelle periferie di Roma.

Il teatro Filodramamtici sarà inoltre abitato dall'installazione "Una terra altrove" della ceramista milanese Gabriella Sacchi. L'opera della Sacchi, felicissimo connubio tra scrittura e ceramica, tridimensionale "letteratura da viaggio" in grés, costituisce uno stimolante contributo estetico-critico al senso del migrare oggi.


POESIAPRESENTE2009
Stagione poetica, terza edizione

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