6 ottobre 2008

il fondo oro

ETERNIT

E io dico vabbè
Ognuno deve darsi grazia da sé
Senza se
Ognuno deve per sé
Ricorda tu che me lo dicevi piano
Sotto un porticato
Chiaro della luce dei lampi
I tuoni sparano a salve
Se tu mi trattieni i lombi
i tuoni sconvulsano atoni
Se tu mi trattieni
I ricci
i capelli stinti
cadono finti

Se tu mi trattieni
Con questo tuo prepotente
Amore
Io vivo metà di calore
in luce piena
Non nella fiera
Solitudine avversa
vita cercata
Nella natura persa
Siamo animali
Che vivono sotto cieli di eternit
Farraginosi diversi
Tinture dorate stinte dallo scroscio
vernici e pulviscoli dispersi

Nella cieca fedeltà del nulla
L’eternità non ci somiglia
Meglio questa ruggine
questa fanghiglia



CALCINACCI

La polvere che tu soffi
La inspiri tutta dal naso
Calcinaccio dolente
Distruzione evidente
Un Millennio
È uno sguardo adiacente

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